FORMAZIONE

Lavorare in scienza e coscienza è ciò che contraddistingue un professionista.
Ho iniziato la mia attività come formatrice collaborando con un Ente di formazione accreditato ECM per i professionisti della salute. Ho sempre cercato di instaurare con il gruppo aula un rapporto di scambio e condivisione del sapere e delle esperienze, per costruire insieme momenti formativi che rispecchiassero le esigenze dei discenti.
Negli anni ho tenuto seminari nei corsi di laurea in scienze infermieristiche presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Brescia, nella sede di Cremona, trattando i temi della relazione di aiuto e della comunicazione efficace a favorire nella relazione infermiere paziente la compliance ai trattamenti. 
Ho collaborato con Enti ed Organizzazioni tra cui la sezione Protezione Civile della CRI sede di Cremona. 
Ho collaborato con Istituti Scolastici Comprensivi per la formazione di insegnanti e personale scolastico.
La mia offerta formativa si rivolge ai corsisti sia attraverso percorsi predefiniti, sia attraverso l'analisi della domanda basata sulle richieste dei vari committenti per definire e ideare un corso calato sulle specifiche esigenze.



COMUNICAZIONE EFFICACE

La comunicazione costituisce l’elemento fondamentale di una relazione. Si realizza attraverso la trasmissione di informazioni ed il coinvolgimento personale di entrambi gli attori. La comunicazione si inserisce all’interno di un contesto culturale di riferimento in cui due o più persone interagiscono e si scambiano informazioni. Si tratta di un processo dinamico e circolare, caratterizzato da un processo di codifica da colui che emette il messaggio e decodifica da parte del ricevente di tale messaggio. Tale processo richiede la condivisione di codici astratti, come il linguaggio e la condivisione di significati d’attribuzione, ovvero, i segnali non verbali.  L’incomprensione tra i processi di codifica e decodifica mette in crisi la procedura di comprensione del messaggio; basterebbe un semplice rumore (Shannon e Weaver) per influenzare negativamente la giusta interpretazione del messaggio da parte del ricevente. Il rumore però può essere prodotto anche dalla nostra mente, cioè essere psicologico. In tal caso è più astratto e più distraente poiché è relativo ai stati mentali, sentimenti e pensieri, stereotipi o pregiudizi e alla volontà di non comunicare che dipende da motivazioni soggettive che interferiscono con l’attività di decodifica. Per comunicare in modo efficace è quindi essenziale avere consapevolezza di Sé ed essere congruenti. Una comunicazione efficace è quella che raggiunge lo scopo prefissato  o produce l'effetto  desiderato, che ha una concreta influenza sull'altro, che fa la differenza.     



        
       
ASCOLTO ATTIVO

Gli uomini non possono fare a meno di comunicare tra loro.
Spesso, però, la qualità della loro comunicazione è tale che più che facilitare i rapporti interpersonali, li deteriora, perché manca un minimo di “ascolto con metodo”.
È una modalità di ascolto che coinvolge non solo il senso dell’udito, ma ance il senso della vista, è abituare il corpo dell’ascoltatore a diventare recettivo e focalizzarsi sulla comunicazione verbale e non verbale dell’altro, cogliendo il valore di ciò che dice ma anche di ciò che non dice.
E’ cercare di comprendere quale sia il vissuto “reale” dell’altro, stando ben attenti a non sovrapporre i propri schemi, i propri problemi e i propri vissuti, così che egli possa esplorare il problema sentendosi libero di trovare autonomamente la propria strada.
È un tipo di ascolto comprensivo,  centrato sulla persona, non può essere disgiunto dalla capacità di osservazione.
L’Ascolto Attivo richiede di coinvolgere per intero la persona dell’ascoltatore, di prestare attenzione in particolare al vissuto emotivo dell’altro, di centrare la comunicazione sul “TU” come espressione del desiderio di comprendere realmente l’altro, di non aver paura delle pause e dei silenzi, ma di rispettarli e utilizzarli per comprendere.


       
       
RELAZIONE D'AIUTO

Rogers con il termine relazione di aiuto descrive quella relazione in cui almeno uno dei protagonisti ha lo scopo di promuovere nell’altro la crescita, lo sviluppo, la maturità ed il raggiungimento di un modo di agire più adeguato ed integrato, favorire una valorizzazione maggiore delle risorse personali del soggetto ed una maggiore possibilità di espressione. È un tipo particolare di relazione a due: tra una persona aiutante preparata ed una persona che ha bisogno di aiuto e lo chiede.
Favorisce nella persona un grado maggiore di responsabilità ed armonia. È rivolta a tutte quelle persone che vivono insoddisfazioni e disagi a livello personale, sociale, spirituale. Favorisce la crescita individuale, facendo si che la persona riconosca ed utilizzi tutto il proprio potenziale, sviluppando adeguatamente tutte le dimensioni del proprio essere.
Non è un’occasione, ma uno stile di vita, è molto più del semplice buonsenso comune o della volontà di impegnarsi per risolvere i problemi degli altri.
La relazione d’aiuto non si attiva spontaneamente, ma va creata e sostenuta in modo consapevole ed intenzionale attraverso il sapere, il saper fare ed il saper essere.

                                                                                                           

 

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